Il castello di Frederiksborg in Danimarca. (da Camere d'aria 2019, un viaggio da fiaba:)


Lasciamo Kokkedal Slot e abbiamo come meta serale Odense, la città natale di Arthur Andersen. La giornata, anche dalle previsioni, non sarà soleggiata, speriamo solo non piova. La prima tappa sarà il Castello di Frederiksborg, meta che, per un errore di tracciatura del percorso, non avevamo raggiunto ieri in bicicletta. Lo raggiungiamo in auto, e il primo problema lo incontro al parcheggio. Macchinetta, inserisco la carta di credito e imposto 10 DK per 3 time, mi butta fuori due biglietti scritti in danese con indicato DK 10, ritengo di essere apposto e superficialmente, non controllo i biglietti delle altre auto vicine!

Entriamo nel castello che è stato costruito in stile rinascimentale olandese nel XVII secolo da Cristiano IV. Distrutto da un incendio devastante a metà del XIX secolo, il palazzo venne ricostruito da J.C. Jacobsen, fondatore della Carlsberg e dal 1878 ospita il Museo di Storia Nazionale.

Un museo sui 500 anni di storia della Danimarca con vari dipinti e altre forme di arte. Veramente interessanti la Riddershalen (la Sala dei cavalieri) e la Slotskirken (la Cappella dell’Incoronazione).

La magnifica cappella presente nel castello risale al 1617 e fortunatamente non è stata intaccata dall'incendio del 1859. Le pareti sono rivestite di centinaia di Blasoni delle famiglie reali e nobiliari del mondo.

La sala dei Cavalieri, è situata sopra la cappella, venne ricostruita dopo l’incendio. Interessanti il soffitto in legno scolpito e dipinto, il camino in marmo nero, gli arazzi e la galleria dei musicisti.

Molto belli i giardini ai quali si accede gratuitamente e sono uno in stile barocco e l'altro è un romantico giardino all'inglese. Il tutto circondato dall'acqua che crea stupendi riflessi.

Il ritorno all'auto è meno piacevole in quanto, trovo un bella stella filante, di colore giallo fosforescente, con tante paroline in danese, con un numero che, indica ben chiaramente di cosa si trattasse, 665 DK: una multa. Ero convinto di aver pagato e mi facevo forza del biglietto in danese con riportato i 10 DK che, secondo me avevo pagato con la carta di credito ma, invano, mi hanno tradotto poi dei gentili signori, che era scritto che la transazione di 10 DK non era andata a buon fine. Ho capito, al consuntivo della visita del castello aggiungerò quasi 90 euro e la prossima volta devo essere meno superficiale nelle cose!

Perdiamo più di un'ora per questo disguido, ci toccherà fare i calcoli in modo diverso della giornata: siamo in ritardo sui tempi.

L'altra meta pomeridiana sarà la scogliera di Mons Klint. Avevamo previsto di raggiungerla in bicicletta ma, a causa dell'errore di percorso del giorno prima e ora anche della perdita di tempo al parcheggio, dobbiamo ridimensionare tutto il programma. La strada è lunga e arriviamo a Mons Klint tardi dopo un panino al pollo in autostrada.

Arriviamo sulla sommità delle scogliere e cogliamo alcune foto di queste formazioni di gesso bianco che continuamente vengono erose dal vento e dalla pioggia. Le scogliere, che in alcuni punti raggiungono un'altezza di 120 m, si sviluppano per una lunghezza di 6 km circa e sono anche tra le elevazioni maggiori della Danimarca.

La giornata è stata veramente impegnativa e i chilometri fatti sono stati tanti. Arriviamo a sera all'Hotel di Odense e scopriamo che dista 10 km dal centro della città. Arthur Andersen ci perdonerà se non riusciamo a fargli visita, però, per farmi perdonare racconterò a tutti una delle sue fiabe più celebri:

Le scarpette rosse






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