Verso il Castello di Kokkedal in Danimarca. (da Camere d'aria 2019, viaggio da fiaba)
Lasciamo Berlino diretti verso la Danimarca. Abbiamo deciso di attraversare il mar Baltico a Puttgarden verso Rodby.
Facile e scontato il raffronto con i nostri traghetti. Saliamo tranquillamente sul traghetto senza alcuna prenotazione. L'attraversata dura meno di un'ora, il mare è calmo e il cielo blù. La calda estate non è ancora arrivata alla fine, la temperatura è ancora oltre i 30 gradi nonostante la latitudine.
Attraversiamo, senza quasi accorgecene, più isole della Danimarca, ci sono dei ponti a congiungerle, ma i bracci di mare sono talmente esili che, sembrano più fiumi, dando così l'impressione di un'unica terra ma, non è così. Attraversiamo Lolland, Falster, Farø, Selandia, l'isola di Copenaghen, per arrivare a Kokkedal slot, la base dei nostri 3 giorni in Danimarca.
Il castello è immerso nel verde, attorniato da boschi e dal campo da golf, con maneggi, e piste ciclabili. Ha il chiaro aspetto di casa di campagna dell'aristocrazia e vogliamo sicuramente immergerci in questa nuova sensazione, anche se ben sappiamo che poco si addice alle nostre persone, ma è pur sempre una esperienza e va fatta.
Non alloggiamo nel castello vero e proprio, solo per pochi, ma nelle dependance. Tutto old style e volutamente romantico, anche se noi, preferiamo linee squadrate e pulite.
In ogni caso ottima base per le escursioni in bicicletta in programma, e anche tutto sommato, alta qualità con un prezzo più abbordabile rispetto Copenaghen.
Un po' problematico l'incontro con la cucina danese. Se vuoi evitare i grassi saturi hai sicuramente delle difficoltà. La prima sera decidiamo di cenare in riva al mare a Rungsted. Il porto ha molti yacht ancorati e tantissime barche a vela ed è affollatissimo. Proviamo 3 ristoranti e al terzo per fortuna hanno un tavolo libero. Dopo questa esperienza, a malincuore, abbiamo fatto i turisti italiani all'estero, e abbiamo cercato ristoranti italiani. Questi, al di là di facili battute nazionalistiche, sono sempre risultati, pieni a differenza degli altri locali, meno cari, e la qualità sarebbe stata ottima anche in Italia. Unico neo ma, anche probabilmente necessità, le ricette tradizionali, a volte, venivano preparate con qualcosa di locale per poter andare incontro ai gusti locali. Ad esempio carbonara con un po' di panna. Anche in Italia qualcuno lo fa, ma i più potrebbero rabbrividire!
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