Camere d'aria 2020 p.1 Dolceacqua



Dopo tutte le vicende legate al virus di quest'anno, finalmente sono riuscito a partire per fare il primo viaggio del 2020 in bicicletta. Direte chi te lo fa fare viaggiare in questo periodo? La necessità deriva dallo sconfiggere le paure che si sono annidate nella mente. Eh sì, perché questo periodo di isolamento e di martellante, ma giustificata informazione sulla malattia, ha fatto nascere molti timori, se non addirittura terrori che adesso dobbiamo eliminare e sconfiggere. Ecco questa partenza è oltremodo in solitaria. È la prima volta che viaggio da solo, anche se ho viaggiato da solo per lavoro, ma è tutta un'altra cosa, dove arrivi trovi sempre qualcuno con cui confrontarti e parlare. Sarà un confrontarmi e misurarmi con me stesso, non tanto dal livello sportivo infatti, quest'anno le tappe saranno brevi per poter guardare, poter ammirare i posti e poter capire anche cosa ha lasciato dietro questa malattia.



Sono partito stamattina, non tanto di buonora 7:30, e alle 12:30 ero arrivato qui a Sanremo . Pensavo di aver prenotato in un parcheggio grande, dove poter scaricare la bicicletta e fare tutto con comodo e, anche sapendo che doveva piovere, mi ero detto che al limite, sarei rimasto in parcheggio senza alcun problema. Invece il parcheggio è un silos, di quelli completamente automatizzati, per cui ho dovuto lasciare la macchina con le chiavi inserite, sul portone, e lì, dopo essere sceso, la macchina spariva inghiottita all'interno del silos. Per cui, con la mia bicicletta appena scaricata, con i bagagli che tentavo di caricare, comincia a piovere a dirotto, pertanto sono rimasto un' ora vicino la guardiola del parcheggio. Smette di piovere, parto. Faccio 2-3 km, recupero la pista ciclabile, molto bella, che corre in riva al mare, sulla vecchia ferrovia.



Ricomincia a piovere a dirotto. Per fortuna un ponte mi dà riparo. L'acqua e il fango cominciano a scorrere. Ho gli scarponi completamente bagnati e pieni di fango. Smette e riprendo verso Bordighera. Mi fermo 5 volte, tra un temporale e l'altro, prima di riuscire ad arrivare a Dolceacqua. Sono stati 22 km, ma ho impiegato 2 ore e mezza. Perché Dolceacqua? Perché mi ha colpito in modo particolare la storia una ragazza, Lucrezia, vissuta nel medioevo. Ha lottato, fino a farsi morire pur di non sottostare allo ius primae noctis richiesto dal marchese del paese di Dolceacqua. Il suo sposo, Basso, si introdusse nel castello fino alle stanze del marchese. qui non lo uccise, non si vendicò, ma fece firmare il marchese un documento che poneva fine allo ius primae noctis. Il sacrificio di Lucrezia, femminista ante litteram , è ancora ricordato a Dolceacqua con un dolce soffice a forma di michetta. Sì con la forma della michetta in onore di Lucrezia, morta a 19 anni, il 16 agosto del 1300. Le donne impastandolo e infornandolo dicono in modo allusivo: "la michetta la do a chi voglio io".



A Dolceacqua non ci vuole molto a immaginare questa scena: il ponte del quindicesimo secolo il castello in alto, rudere della famiglia Doria, da dove è disceso anche Andrea Doria. La parte vecchia del paese, tutta arroccata sulla Collinetta ai piedi del Castello. Il tempo sembra si sia fermato. Perlomeno questa sera non ho visto Fausto e anche penso che non lo vedrò.





La cena è stata incredibilmente ottima in agriturismo U fundu, consigliata dalla proprietaria del B&B Dei Doria, posto con vista favolosa e superba accoglienza. Piatti tipici, con nomi improponibili, tanto che avevo scambiato una battuta di grano (eccezionale) per della carne. A domani riprendendo la pista ciclabile della Riviera dei Fiori per passare per Sanremo nuovamente e andare verso Bussana paese degli artisti e per arrivare a Arma di Taggia.

Di Dolceacqua si sono innamorati tanti personaggi, non ultimo Monet che ha ritratto il suo ponte in molti dipinti nel 1884 e nel suo secondo viaggio portò con sé anche Renoir.

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Commenti

  1. Sei troppo forte Paolo, mi piace troppo il tuo spirito di avventura…
    Buon felice proseguimento.
    Un abbraccio! Loretta

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  2. Ciao Lory, grazie, da vecioto, ma si cerca di esistere come è giusto sia.

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