Camere d'aria 2020 pt 2. Apricale e Bussana vecchia.



La notte è stata bella fresca e devo dire che non mi sono lamentato per niente della coperta di lana che ho trovato nel letto del b&b dei Doria. Sveglia alle 6, come sempre quando sono in viaggio, e giro per Dolceacqua in attesa che i primi raggi di sole colpiscano il ponte del XV secolo.



I raggi di sole sono arrivati verso le 8, pertanto ho girato per i vicoli, se così possiamo chiamarli, budella che risalgono la collina su cui si erge il castello dei Doria.







L'acqua era molto più calma di quella di ieri sera e evidentemente, la montagna aveva scaricato tutta l'acqua in eccesso, con il fango conseguente. L'acqua era quasi verde, si poteva pensare a una dolce acqua.





Dopo la buona colazione alle 9, fatta in terrazza con la vista sul Castello, ripresa la bici all'interno della cantina, posta 50 metri più lontano del b&b, dando un'immancabile zuccata sullo stipite della porticina e maledendo tutti quelli piccolini, ho incominciato l'ascesa verso il paese di Apricale. Fino a Isola Bona la strada è in leggera ascesa e senza alcun problema, ma appena si è svolta all'interno di questo paesino, comincia la salita di 3 Km che arriva fino ad Apricale, dichiarato uno dei borghi più belli d'Italia. Onestamente non è stata malvagia come salita, 8% massimo e non mi posso lamentare, nonostante il peso delle borse.









Dietro una curva appare Apricale , paesino completamente abbarbicato su questo cucuzzolo e che le case avvolgono completamente , sembrano scivolare a valle, schiantarsi.Tento di entrare nel paese attraverso una rampa che trovo indicata da un passaggio pedonale. Per fortuna, trovo un abitante della zona che mi dice subito che avrei fatto solo fatica e detto parolacce se proseguivo per quel viottolo. Mi indica di andare più avanti, su una piazzetta e di girare su, che la salita sarebbe stata più umana. Se quella salita era umana, auguri per quella disumana. Fortunatamente non aveva gradini e con un giro della malora sono riuscito a sbucare nella piazza di Apricale. Un dedalo di viuzze, quasi tutte gradinate, ciotoli per terra con il passaggio per lo scolo centrale dell'acqua, dove puoi far correre la bicicletta, a mano ovviamente. Raggiunta la piazzetta, dov' è una bella Fontana con tre bocche, due Chiese e sopra il Castello che non era aperto, ma sicuramente dall'alto delle sue torri si sarebbe potuto dominare tutto il paese. Il paese prova all'interno della Valle del merdanzo , nome tanto caro A Calvino. In questa valle c'era l'albero da cui il barone rampante espletava i suoi bisogni corporali. Vedo persone che arrivano a piedi dall'altro lato del paese. Chiedo se c'è un'altra uscita, e vengo a scoprire che, lì poco vicino, c'è la strada asfaltata che arriva. Dopo alcune foto, ritorno indietro per quella via e mi tuffo giù a valle, passando nuovamente per Isola bona , Dolceacqua. Qui prendo la ciclabile della Valle del Neira e giungo, sulla sinistra del torrente, fino a Ventimiglia.







Qui, attraverso piste ciclabili bordo spiagge, giungo fino a Bordighera, dove su una terrazza panoramica, mi mangio un bel piatto di spaghetti alle vongole. Il sole picchia, ma non si sente in quanto, l'aria è frizzante e tersa, tanto che, in lontananza, si riescono a vedere prima Mentone, a fianco Monte Carlo e lontanissime, le isole di fronte a Cannes, che distano in linea d'aria circa 60 km. Uno spettacolo che raramente si può notare anche a detta dei locali. Bordighera e Ospedaletti non sono collegate dalla ciclabile pertanto bisogna usufruire della statale 1 Aurelia.



A Ospedaletti inizia la ciclabile della Riviera dei Fiori, sicuramente molto bella, ma alquanto trafficata di domenica. Transito per Sanremo facendo una piccola deviazione per fare una foto di promemoria per Michele mio figlio e per Nicole. A velocità sostenuta proseguo fino ad arrivare all'hotel dove soggiorno questa notte, ad Arma di Taggia. Qui, depositati i bagagli, ho ripreso la bicicletta e sono salito a Bussana vecchia. Seguendo, come al solito, le indicazioni di Google Maps, vado a finire nei luoghi sbagliati. Mi inerpico per una strada dove le mie gambe non ce la fanno. Spingo! Ad un certo punto, trovo una deviazione con scritto Bussana vecchia. E' un sentiero. Trovo una persona e chiedo se quella fosse la strada giusta per andare a Bussana. Questi mi risponde di sì e proseguo. Gradini, tornanti, di tutto e di più, la traccia era praticamente coperta da alta vegetazione e sarebbe occorso un macete per farsi strada.



Finalmente sbuco su una piazzetta e da lì faccio la mia visita al paese. Colpito da un terremoto nel 1800, il paese di Bussana è stato completamente abbandonato, in quanto impossibile da risistemare. Negli anni 50 del secolo scorso, un gruppo di artisti decise di sistemare qualche casa e creare una specie di comune degli Artisti. Chi decideva di aprire un negozio, una casa, lì non acquisiva la proprietà e se per un tot di anni non si fosse fatto vivo! doveva lasciare i locali che sarebbero stati occupati da qualcun altro.



Ancora oggi, ho visto punti di restauro, soprattutto di giovani che sistemano le vecchie mura, di case distrutte e abbandonate, usando gli stessi materiali con cui erano costruite.



Davanti alla chiesa parrocchiale, scoperchiata e abbattuta dal terremoto, causando anche delle vittime tra le persone che stavano assistendo alla messa, ho incontrato una turista tedesca, anche lei in bicicletta, che gira per i Borghi della Liguria consigliandomene alcuni.



Artisti eccentrici, un po' diversi da quelli che vediamo in giro per località turistiche, opere interessanti. Anche qui esco con la bicicletta su una piazzetta dove arrivano le macchine, capendo che la strada da fare era un'altra, ma Google non me l'ha indicata. Picchiata su Bussana nuova, e successivamente su Arma di Taggia per una meritata cena.



In totale 60 chilometri e 600 metri di dislivello . A domani.
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