Camere d'aria 2020 pt. 5. Da Pietra Ligure a Varazze


Dormire in un hotel con le finestre statale 1 Aurelia non è certamente cosa facile. Soprattutto se si è a Pietra Ligure dove la strada passa in mezzo a degli alti palazzi, che fungono da quinte in questo teatro inquietante di rumori. Anche la notte il traffico è intenso e i rumori e gli schiamazzi dei motorini si espandono dentro la stanza. Però io avevo in serbo un trucco per sconfiggere il nemico rumore: tappi di cotone per le orecchie, strategicamente inseriti nella mia borsetta con dentifricio e schiuma da barba. Infatti alle 23:30, dopo aver detto ad Angelo, fratello di Cristina, che non ce la facevo più a tener gli occhi aperti per sistemare gli errori sull'articolo di ieri sera, mi sono addormentato di brutto e risvegliandomi alle 6 precise, quasi dalla preoccupazione di non vedere la luce dalle finestre. Ed infatti il sole era già sorto, ma non si vedeva in quanto pioveva. Prima di colazione, mi concedo alcune riflessioni sulle proposte che mi erano state fatte ieri sera dal portiere dell'hotel. Mi consigliava di visitare il Borgo saraceno di Verezzi, sopra Pietra Ligure,be che c'era un po'di salita, ma nulla di ché . Ma, ormai sgamato dalle esperienze passate sui consigli dei locali, mi sono guardato bene dall'accettare a scatola chiusa. Avevo notato che anche lì vicino, c'erano delle grotte visitabili e più precisamente nel paese di Borgio Verezzi. Pertanto prenoto via email e alle 9:30 parto dall'hotel.


Arrivo e la visita guidata è per le 10:30 e chiedo notizie a ragazzi della biglietterie come fosse la strada per andare su a vedere il borgo di Verezzi. Mi guardano straniti e mi dicono che la strada è ripidissima e con il peso delle borse dietro, la vedono molto, ma molto dura. Capisco che anche qui avrei preso una gran bella fregatura. Decido di visitare la grotta e poi proseguire per la mia strada. La grotta sicuramente non è paragonabile con quelle di Frasassi viste due anni fa, però hanno ugualmente interessanti concrezioni e qualche laghetto interno. In più, cosa non da poco, eravamo solamente in 12 a fare la visita, perché con il covid, anche qui il numero di visitatori è contingentato.








La spiegazione è stata esaustiva e abbiamo potuto, un po' tutti, fare delle domande. Metto qui un link ad un video fatto in grotta.Grotta di Borgio Verezzi


Alle 11:45 riprendo la mia marcia verso Varazze. La giornata è veramente splendida, il sole brucia sulla pelle e, ascoltando i consigli di Cristina, mi sono ben spalmato di crema solare con 15 protezione. La strada non presenta particolari asperità, solo qualche leggero saliscendi per superare promontori e speroni di roccia. I passo per spiagge splendide e località molto famose e spesso nominate nei vari programmi TV sul turismo e sul mare.











Per prima Finale Ligure, passando poi per il bellissimo promontorio di Noli, con un susseguirsi di splendide vedute sul mare, sulla costa lontana e su qualche isola di fronte la costa. Mi permetto di scherzare un po', tanto mi conoscete. Arrivo a Spotorno e e nel leggere il cartello stradale che lo indica, mi metto a ridere come un matto: in questi ultimi tre mesi, sicuramente era diventato l'"innominabile".Pronunciare il nome di Spotorno, era sicuramente paragonabile ad uno starnuto o un colpo di tosse e non poteva essere fatto senza la mascherina addosso. Per contribuire alla rinascita del paese, mi sono fermato in un ristorante e ho mangiato un gustoso piatto di spaghetti con vongole e pesce spada.


Sempre un po' restio a fermarmi nelle grandi città, avevo deciso di saltare via a piè pari la città di Savona, ma ad un certo punto mi sono imbattuto nella fortezza Priamar. Costruita dai Genovesi nel 1542 in soli 8 mesi su edifici esistenti precedentemente risalenti anche ad epoca romana, costituiva un solido baluardo di difesa per l'importante zona strategica di Savona.








Vedendo che i portoni in alto erano aperti, salgo con la bici a spinta e mi avventuro all'interno di questa fortezza. Nei vari secoli questo Maniero a visto varie lotte e varie battaglie, finona quando , nel 1815 il Regno Sabaudo lo trasformò in prigione. Nel 1830 venne rinchiuso, e vi rimase per quasi 2 anni, Giuseppe Mazzini. È ancora visitabile la sua Cella. Questa fortezza, simbolo del dominio genovese sulla città, è sempre stata un corpo estraneo per la città e per i savonesi, tanto da rimanere abbandonata per svariati anni. Solo in questi ultimi anni, verso la fine secolo scorso, è stata restaurata e resa Polo museale della città. Salgo fino sulla cima dei bastioni, mi faccio una foto a cavalcioni del cannone. Dalla cima dei bastioni si domina completamente Savona. Riprendo la mia strada passando per Albissola e infine Varazze. Anche qui l'hotel è sulla statale 1 Aurelia, però qui il traffico sembra leggermente inferiore, forse è solamente perché, dalla parte verso il mare non c'è nulla e il rumore non si riflette. Anche oggi 43 chilometri, 250 metri di dislivello e possiamo dire che, questa si è stata una tappa quasi piatta. Il tutto estremamente divertente. Spero di non aver commesso molti errori perché, i due della stanza accanto, mi hanno un po' distratto.





https://youtu.be/BcHpcDECppc

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