Camere d'aria 2020 pt.7 Rapallo Portofino


Ho voluto iniziare la giornata con un appello un po' a tutti a non aver paura. Vedo infatti, qui in questi Hotel semideserti, i titolari che fanno di tutto per rispettare le norme e per far sentire sicuri i loro clienti. Mi confermano anche la grande paura che sentono nelle persone soprattutto, chiaramente, dalle telefonate che ricevono dalle varie regioni d'Italia. Arrivano sicuramente più telefonate di disdetta per paura, vorrei dire quasi per terrore, che non quelle di prenotazione. Volevo assicurare a tutti che le norme di sicurezza sono state rispettate in tutti i 7 hotel in cui sono stato fino ad ora. I vari buffet  delle colazioni mattutine sono fatte in modo che ognuno scelga quello che meglio preferisce, ma non tocchi i cibi, che vengono portati dai camerieri al tavolo, sempre con mascherina addosso.









Le prime volte fa un po' strano, però ci si abitua rapidamente. Ecco mi sembra giusto precisare che si corrono maggiori rischi se si va al supermercato, se si frequentano luoghi chiusi, come le poste, uffici vari o anche andare all'ospedale per qualche visita e non venire a farsi un po' di meritate vacanze al mare o in montagna. Certo dobbiamo lottare con la nostra mente che vuole a tutti i costi infonderci paura, dobbiamo vincere le paure per poter ritornare, non dico alla normalità, ma ad una vita accettabile. Partenza da Genova presto, verso le 9:15, prima sosta, sempre per far contenta mia sorella, Boccadasse. A circa 6 km da Genova, con una pista ciclabile che la raggiunge dopo aver superato la zona Foce Genova. Boccadasse è un tipico rione marinaro, trasformato turisticamente in luogo di sollazzo per i turisti, pur conservando le caratteristiche del borgo di pescatori. Con la bici a mano riesco a fare alcune foto, ma non mi addentro per viuzze e carugi in quanto tutto scalinato. Riesco comunque ad arrivare fino sulla spiaggetta dove una volta si tiravano a riva le barche, tutta di sassi e da lì ammirare la vastità del mare incorniciato da queste case. Proseguo sulla statale Aurelia, fischiando e cantando, fra il l'ilarità dei passanti . Il procedere è notevolmente rallentato da continui passaggi pedonali con semaforo. Pertanto è tutto un susseguirsi di scatti e frenate tra un semaforo rosso e l'altro. Salite e discese si susseguono e attraverso i vari paesi di Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, fino ad arrivare a Camogli . Fino adesso ci sono state delle salite, anche impegnative, ma sono un nulla rispetto a quello che vado a fare adesso è un vero e proprio passo, il Passo della Ruta. Volevo visitare Camogli, ma non sono riuscito ad entrare in quanto, c'erano dei lavori sulla strada e ho proseguito diritto pensando ci fosse qualche altro accesso, invece era l'unico. Pertanto ho preso la ruta da sotto Camogli con un paio di km al 7%. Quando sono arrivato al bivio alto per Camogli quasi sul passo, per fare una delle mie scemeggiate , si ferma un altro ciclista e cominciamo a parlare di biciclette, di strade di viaggi e delle difficoltà per un ciclista di espletare le proprie funzioni fisiologiche lungo le strade della Liguria, praticamente impossibile. Non esiste un metro, che non sia proprietà privata o cementificato, insomma, non ti è mai consentito di poterti fermare su una viuzza di campagna , un tratturo di bosco, per poter fare un filino di pipì. Ecco perché, salito su alla Ruta, non ho seguito il suo consiglio di scendere verso Santa Margherita Ligure, ma mi sono precipitato subito su Rapallo, per lasciare le sacche il hotel, tra l'altro favoloso, con una vista incredibile sulla baia di Rapallo, e senza dimenticarmi di fare quello che dovevo fare, riprendo il mio cammino verso Portofino, fermandomi a San Michele pagano a mangiare un piatto di gnocchi alle noci. Con calma, pedalando lentamente, dopo mangiato vado verso Portofino, pur sapendo che non è una località nelle mie corde, ma visto che eravamo qui, ho deciso di vederla. Magnifiche vedute sul mare, su ville lussuose, non sicuramente moderne, ma ville a picco sul mare inizio secolo scorso.

Arrivo a Portofino, scendo verso la piazzetta, ma mi trovo davanti un cartello di divieto di circolazione biciclette, con sotto stampato, con una normalissima stampante, "anche condotte a mano". Pertanto non volendo lasciare la bicicletta incustodita, e non essendoci uno stallo per poterla lasciare, a malincuore, e anche un po' infastidito, ritorno verso Rapallo. È un episodio piuttosto strano, prima perché non cita alcuna ordinanza comunale, e poi scritto così con una stampante. Non voglio, e non ho voluto fare polemiche, me ne sono ritornato sui miei passi. Tanto più di vedere una piazzetta, un po' di sfarzo e sentirmi un pesce fuor d'acqua, non avrei ricavato altro. Adesso sono qui, sul mio favoloso balcone, che completo il mio articolo, con una visuale fantastica sul mare di Rapallo, in fondo si vede Sestri Levante e puoi immaginarti lo spettacolo delle Cinque Terre. Domani sarà una tappa piuttosto impegnativa con il punto più alto di tutto il giro, il Passo del Bracco, che mi farà scendere a Levanto nelle Cinque Terre. Oggi 51 km e 640 m. di dislivello. A domani




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