Camere d'aria 2020: Tappa 1. Capo Peloro-Milazzo












Parte così il nostro giro, con calma! Lasciamo Capo Peloro prendendo la statale 113. Da prima costeggiando il Pantano piccolo, dove ieri sera abbiamo fotografato il tramonto, per poi portarci in riva al mare. La giornata è limpida e calda, già in lontananza si intravede la lingua di terra di Capo Milazzo.













Dalla strada ci limitiamo ad ammirare la vastità blu punteggiata, qui e là, da qualche sparuta vela.













Le spiagge si susseguono sempre più lontane e più in basso e si sente che la strada sale fino a raggiungere Piano Torre a circa 100 metri slm. Numerosi i ciclisti e devo dire che tutti salutano, forse incuriositi e gasati dal vedere le sacche del nostro portapacchi e qualcuno ti grida: "Da dove?" La risposta "Vicenza!!!!" si perde nella lontananza per la loro discesa e il rumore del vento che impedisce di udirla.









La penisola di Milazzo si avvicina sempre più e oramai non è più una fettuccia di un azzurro sbiadito oltre il blu del mare, ma una presenza verde, con i suoi monumenti identificabili.









Ci fermiamo a Spadafora, città della nostra amica Josella, e mangiamo con gusto da Panza Kina, un nome, un programma! Riprendiamo la marcia osservando le belle spiagge che incontriamo, ma il caldo si fa sentire. Il termometro segna 32 gradi. Pedalando piano arriviamo a Milazzo, all'hotel Il Principe in riva al mare. Riposino e poi partenza per la piscina di Venere a capo Milazzo.





da Panza Kina a Spadafora








Hotel Principe




Prendiamo la panoramica che passa ad est del promontorio di capo Milazzo. Fra continui saliscendi, alcuni con buona pendenza, arriviamo al piazzale del faro. Qui non si può proseguire in bici ma solo a piedi. In un parco bellissimo, una gradinata scende fino ad un posto incantevole. Sulla punta del capo, il mare entra a malapena con un po' di acqua per un pertugio, in un anfiteatro allagato, una piscina naturale. L'acqua è immobile, calda. Gamberetti e altri pesciolini vi nuotano disturbati dai bagnanti che sognano, finché fotografano la loro amata bagnarsi in quell'acqua, che possa essere una botticellesca Venere che nasce dalle acque. La realtà, il più delle volte, è ben diversa, ma tanto gli occhi dell'amore possono deformarla, la realtà. La perfezione non esiste, l'amore solo è perfetto. Il sole sta scendendo e praticamente va a morire nel pertugio dove entra l'acqua nella piscina. Un effetto scenico incredibile in un luogo incredibile. Riesco a fotografare la piscina senza persone, una frazione di secondo! Però questo luogo sembrava il regno di un signore anziano, che declamava frasi e poesie e dava da mangiare ai pesci che accorrevano. L'ho pensato un po' strano, però poi ho capito che è un'autorità in quel luogo, "il poeta della Piscina di Venere". Che peccato della mia ignoranza, avrei potuto intervistarlo, parlare con lui e apprendere la bellezza del mondo vista dai suoi occhi.

















Il sole scende e fa arrossire il cielo, nessuna nuvola impedisce di vedere lo splash del sole dentro il mare. Abbiamo aspettato il raggio verde, inutilmente! Rientriamo a Milazzo con le luci accese. Dopo la cena, circondati da uno stuolo di gatti, del tutto incuranti del fatto che proveniamo da Vicenza, scendiamo per le antiche strade lastricate verso l'hotel. Nel percorrerle, per i sobbalzi, ci è tornata su la cioccolata della prima comunione! Il nostro hotel, Il Principe, sul lungomare, è accogliente e le persone gentili, hanno sistemato con cura le nostre biciclette. Oggi 60 km e 430 metri di dislivello.

















La colonizzazione greca di Milazzo parte tra il IX e l’VIII secolo a.C. Chi non ricorda sui libri di storia, nelle guerre dei romani contro i cartaginesi, della vittoria della flotta romana con le navi, dotate di “corvi”. Il comandante di quelle navi è ancora ricordato nel nome di più di una nave della flotta militare italiana, il Caio Duilio.





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https://drive.google.com/file/d/1hxszTagERTmOl6qYTNpBnXsOnnEEi_L7/view?usp=sharing




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