Camere d'aria 2020, ottava tappa. Castellammare del Golfo - Scopello

Ottavo giorno del nostro giro. Non mi preoccupo dell'alba in quanto, a Castellammare del Golfo, il sole sorge in posizione che non può essere visto. In ogni caso, sono le 7 sono già in strada per cercare una buona luce per effettuare delle foto decenti. Ma vedo che questa notte è piovuto abbondantemente, e noi non ci siamo accorti di nulla, evidentemente il sonno ci aveva presi completamente.

La luce cambia in continuazione, così i colori delle case, dell'acqua e del monte. Uno spiraglio di sole, attraverso le nubi, illumina uno spicchio di terreno, e cambia continuamente posizione per effetto dello spostamento della nuvola. Ogni foto è diversa, nei colori e nella profondità.

Arrivo in una piazzetta e mi accorgo della invadente presenza degli automezzi, auto e pullman, di 2 squadre di ciclismo che parteciperanno al prossimo giro d'Italia. Per fortuna, nelle varie possibilità di nuove destinazioni, non mi ero accorto che, se avessi scelto Segesta, come consigliato dallo storico d'arte dell'antica Sicilia, avrei commesso un errore incredibile. Infatti, oggi il Giro d'Italia fa la presentazione proprio a Segesta, pertanto anche se in periodo di covid, la confusione regnerà sovrana. Pertanto mi convinco ulteriormente di aver optato per la soluzione migliore, Scopello.

Partiamo, con calma, verso le 10:20, tanto sono solamente 12 km da fare. Cari quei 12 km! Per raggiungere la strada statale, posta a circa 100 metri di altitudine sul livello del mare, arranchiamo sulle strade di Castellammare del Golfo.

Ma arrivati, non dico a metà della salita, ma quasi, sento un grido: “ Amore, amore fermati, fermati! Mi sono dimenticata il casco “, ma come diamine si fa a non sentire che non si ha il casco in testa? E cosa fa un bravo maschietto senza mandare a quel paese la sua compagna? Scende nuovamente in albergo, recupera il casco, rifà metà della salita, e consegna il casco alla sua bella compagna. Cerco di essere ironico!

La salita per raggiungere la statale è veramente impegnativa. Per fortuna, con qualche sosta, e con l'ultima rampa ancora più impegnativa, raggiungiamo la statale. Qui si viaggia al 5%, 6% massimo e ogni tanto il bel panorama ci spinge a fermarci per fare delle foto. Diciamo così anche se alle volte, è solamente una scusa per prendere fiato.

Raggiungiamo il bivio per Scopello, e giù in discesa, fino alla bellissima spiaggia di Guidaloca. Spiaggia di piccoli sassolini, racchiusa all'interno di due pareti rocciose a guisa di anfiteatro. Il mare è di un blu profondo.

Siamo arrivati al livello del mare ed ora dobbiamo nuovamente salire per arrivare a Scopello. Inizialmente la salita è molto facile, anzi sembra tutto in piano, finché non arriviamo ad avvistare I Faraglioni e la Tonnara di Scopello.

È una di quelle visioni, che appare all'improvviso e toglie il respiro per la sua bellezza. Però Scopello è ancora più in alto, qui ci torneremo dopo. Riusciamo a salire quasi tutta l'erta in sella, arrivando direttamente in hotel.

Ci riprendiamo un po' con un bel pranzo e poi ci tuffiamo giù di nuovo verso la tonnara e i faraglioni, questa volta a piedi. Il tempo tiene, però non è certo quello che avremmo voluto come meteo. Verso il monte, le nubi si sono accumulate e a volte coprono il sole, mentre verso il mare, l'azzurro domina.

Visitiamo la Tonnara, che è un museo privato, e anche qui scopriamo, dalle indicazioni della guida, che era una comproprietà della famiglia Florio, praticamente onnipresente in Sicilia. Dalla descrizione e dalle foto del museo, si comprende quanto dura fosse la vita di questi uomini che vivevano in questa Tonnara, comandati dal rais, e come funzionasse la tonnara stessa, nata nel 1200 e operativa fino al 1984, data dell’ultima mattanza. Purtroppo non posso documentare la visita all'interno in quanto erano vietate le foto.

Comunque non era nulla di eccezionale, mentre le cose più belle, sono le barche di una volta, che erano all'esterno, sotto un capannone al buio.

Non saranno belle foto, ma perlomeno hanno un significato storico. Dovevamo andare anche alla riserva dello Zingaro, ma alla fine di agosto, a seguito di un incendio, è stata chiusa, pertanto abbiamo fatto una bella serie di foto ai Faraglioni. Devo fare anche una nota culinaria, Nel senso che abbiamo frequentato molti ristoranti, anche senza guardare le recensioni. Non abbiamo mai sbagliato un colpo. Evidentemente la qualità dei ristoranti siciliani è mediamente buono. Chiaramente i dolci la fanno da padrone, cassate, , cassatelle e cannoli.

I prossimi giorni dovremmo inventare un po' tutto il percorso. Molti hotel chiuderanno, probabilmente, dopo questo fine settimana, per mancanza di clienti a causa del Covid. Dovremo puntare sui bed and breakfast e sugli hotel che rimarranno aperti, ma probabilmente in luoghi diversi da quelli programmati come arrivo di tappa. Anche domani vorremmo salire ad Erice, ma dobbiamo capire se si possa trasportare la bicicletta in funivia. Pertanto domani ci inventeremo tutto strada facendo. È un classico dei viaggi, si programma il più possibile, ma poi, tutti i giorni bisogna risolvere dei problemi che nascono all’improvviso. Oggi solamente 13 km ma più di 300 m di dislivello


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Qui sotto trovate il file GPS
https://drive.google.com/file/d/1bXqd-MT43QuumC7WjUvavNcktdDYUjZp/view?usp=sharing
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