Camere d'aria 2020. Tappa 10. Saline di Trapani - Mazara del Vallo

La notte è stata perigliosa, ossia il vento era talmente forte, che gli infissi del B&B dove eravamo,
Decimo giorno del nostro viaggio in Sicilia .La notte è stata perigliosa, ossia il vento era talmente forte, che gli infissi del B&B dove eravamo, sotto la sua spinta, sibilavano in maniera tremenda, però non c’erano spifferi, solo rumore. Ho tentato inutilmente di prendere sonno. Mi alzo e scopro che, nella cameretta dove ci sono due letti singoli, il rumore è nettamente inferiore. Mi munisco di cotone e me lo infilo nelle orecchie, mi tuffo in uno dei due lettini e riesco ad addormentarmi.

All'alba apro le finestre, c'è foschia e nuvole all'orizzonte. Decido ugualmente di andare nella salina dove avevo avvistato ieri i fenicotteri. Inforco la bici e vado. Quando arrivo in salina, il sole esce dal monte, e trova per un attimo un pertugio nella foschia, quel tanto che basta per una foto con in primo piano i fenicotteri.

La colazione che ci viene offerta non la dimenticherò mai, è una cosa pantagruelica in quantità, ma sopraffina in qualità. Tutto cibo fatto in casa. Pane cunsato con pomodori, formaggio primosale, origano in un pane fatto con lievito madre. La marmellata di arance fatta in casa, con in mezzo la ricotta, focaccia all’arancia, un mega cannolo siciliano, uva, melone bianco, fichi d’india, spettacolare. Non abbiamo avanzato nulla, altri ospiti hanno preso il cibo e se lo sono portati con loro. A noi sembrava poco simpatico e a costo di morire, abbiamo mangiato tutto, volevamo fare onore a tanta bontà e gentilezza.

Prima di partire il proprietario del B&B “Il casolare nelle saline” , ci regala anche 1 kg di sale grezzo con l’avvertenza di usarne poco perché, sala di più di quello che troviamo al supermercato. Scopriamo che, se avessimo aperto la finestra della camera, non avremmo più sentito alcun sibilo. Va bene, la prossima volta che ci tocca lo scirocco, sapremo come comportarci.

Partiamo e lo scirocco c’è e si fa sentire con folate a 60 kmh, solo nel pomeriggio tardo è prevista una diminuzione della potenza del vento. Intanto dobbiamo pedalare. Cri è contenta che oggi non ci siano salite, benedetta innocenza! Innocenza che ben presto perde sentendo cosa vuol dire pedalare con il vento contro a quella velocità. Per non parlare delle imbarcate a causa delle borse che fanno da vela. Devi compensare piegando la bici a contrasto del vento, insomma siamo quasi in barca a vela. Molti i momenti che dobbiamo arrancare con il 36/28, i mezzi fisici sono quelli che sono, abbiate pazienza e pietà! A Cri scappa una frase che potrebbe diventare storica:”Sempre davanti, sempre davanti, ma una volta tanto anche dietro!”Parliamo di vento eh!

Lo stagnone di Marsala ci appare sotto forma di una miriade di ali che volteggiano all'orizzonte. Non è uno stormo di gabbiani o fenicotteri, ma qualche centinaio di appassionati di kitesurf che approfittano del vento adatto per il loro sport.

Ordinati cumuli di sale, a fianco di mulini a vento che interrompono l'orizzonte, si susseguono in continuazione, al bordo delle vasche, che hanno colorazioni diverse a seconda del grado di maturazione del sale.

Arriviamo all'imbarco per l'isola di Mozia, ma non ci fanno salire con le bici. Desistiamo! Non ci sono le strutture necessarie per poter godere di proposte d'arte e cultura da parte dei cicloturisti con i bagagli al seguito, lo sappiamo e anche i programmi che elaboriamo ne tengono conto.

Seguiamo la costa dello Stagnone fino giungere a Marsala. Un giro in centro, con qualche foto agli edifici barocchi e i resti romani. Inoltre, per gli amici, una foto con mascherina rossa e bandana rossa, a ricordo dello sbarco delle camicie rosse di Garibaldi!



Visti i pochi km fatti e l’ora, proseguiamo verso Mazara del Vallo lungo la costa. Il mare è agitato e in alcuni punti, le onde più forti rimbalzano sulla strada. L’acqua non è quella di Capo d’Orlando. A causa delle mareggiate, sulla costa si sono accumulate alghe, che marcendo, rilasciano un odore di zolfo piuttosto pronunciato. Cri si lamenta della puzza, e del pericolo, non del tutto remoto, di una spruzzata di alghe morte, com’è successo alle auto 50 metri più avanti. Ci teniamo sulla sinistra della strada per un buoni 500 metri per evitare gli spruzzi neri e maleodoranti.


La strada vicino a Mazara è il paradiso degli appassionati dell'uva. Distese a perdita d'occhio di vigneti. Siamo completamente circondati da vigne, non scorgiamo il limite delle coltivazioni a vite. Incredibile, mai visto nulla del genere.

Ritorniamo sul mare e le spiagge sono veramente belle, con una sabbia finissima e bianca. Però il vento forte, solleva la schiuma del mare nebulizzandola e creando un effetto nebbia all'orizzonte.

La traccia ci fa arrivare a Mazara dall’altra parte del canale. Google insiste che quella è la strada giusta. Un signore di chiare origine nordafricane, ci dice che lì c’era un traghetto ma non c’è più, di seguirlo che ci prta dove dobbiamo attraversare un ponte. Capiamo subito dai volti, dagli abiti, dai negozi, che siamo arrivati in un luogo di aggregazione di culture, che dobbiamo abbandonare i nostri retaggi e le nostre paure inconsce, e gustare questo miscuglio culturale e umano che è Mazara, nota in continente solo per avere una grande flotta di pescherecchi e per gli scontri in mare con le motovedette libiche, ma è ben altra cosa e lo scopriremo domani. Oggi 51 km e 150 di dislivello.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=tQQ9mxt97JE&w=560&h=315]Qui sotto il file GPS
https://drive.google.com/file/d/1ZgO-GJiLGHFlYhRNkPSwVRNI9YC3qkBa/view?usp=sharing
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