Quinta giornata in giro per i laghi. Stamattina a Domaso danno la colazione dalle 8:15, molto tardi per i miei ritmi. Mi sveglio e il cielo è completamente coperto, nessuno spiraglio di sole. In attesa della colazione, vado sul prato in riva al lago, mi siedo e faccio meditazione. Da bravo ciclista, pauroso della pioggia, durante la meditazione chiedo che arrivi il sole. Non passano due minuti e sento che le palpebre chiuse vengono colpite da una luce più forte, il cielo si sta aprendo e compare lui che mi ha poi accompagnato per tutta la giornata.
Photo 3: Dongo on Como lake
Photo 4: San Vito church, Vignola on Como lake
Colazione e poi presto, presto, presto, presto che è tardi, tardi, tardi. Devo arrivare per le 12 alla farmacia di Carlazzo per fare il tampone, in modo di non aver problemi al rientro in Italia. Eh sì oggi si sconfina. Se voglio fare un po' del Lago di Lugano è per forza necessario sconfinare in Svizzera. Il pensiero va alle parole di Salvatore, che sapendomi una gran mezzasega in salita, mi prospetta come minimo un'ora da Menaggio al passo. Pertanto poche ciance ore 9:24 in strada. Non ho molto tempo per scattare foto o altro, anche se ne ho fatte lo stesso, ma non come avrei voluto. D'obbligo una foto a Dongo, ma non per il motivo che pensate voi. La dedico a Licia, e alla sua gioventù idealista! Anche se, al di là delle diverse sensibilità personali, è innegabile che a Dongo sia passata la Storia con la Esse maiuscola (per gli amici non italiani, a Dongo, il 28 aprile 1945, è stato catturato Benito Mussolini, dittatore italiano. La sua esecuzione è stata fatta in un paese vicino, sempre sul lago di Como).
Photo 5:Santa Maria Rezzonico. The castle.
Photo 6:Santa Maria Rezzonico. The street descend to the lake.
Photo 7: On the old railway connecting Menaggio to Porlezza
Arrivo a Menaggio, praticamente dopo 20 km di vento contrario, alle 10:50. Ho un'ora e 10 per arrivare a destinazione. Mi ha detto "prendi la stradina al terzo tornante e vedrai che non è per niente dura". Alla faccia dei ciclisti sportivi che non sono mezze seghe. Riesco a fare i primi tre tornanti rimanendo in sella, 7%, Ok ce la faccio. Al terzo tornante prendo la stradina con scritto RSA che sta a indicare la vecchia ferrovia che collegava Menaggio con Porlezza. Vedo la stradina che s'impenna, capisco già che non posso farcela, 12%. Scendo e spingo. Sono solo 200 metri, si ritorna sulla strada e capisco, che se avessi fatto la strada statale, sarei rimasto sempre in sella. Avanti un altro tornante e li inizia il percorso vero e proprio della ferrovia. Stupendo, pendenze appena appena percettibili, visto che era un treno che le percorreva non poteva essere altrimenti, in mezzo a boschi molto freschi che in questa giornata, che sta diventando veramente calda, non sono da disdegnare.
Photo 8: Piano lake near Porlezza
Ho anche tempo per mangiare la banana e le ciambelline e fare qualche foto al lago di Piano. Arrivo in farmacia alle 11:50 in perfetto orario. Tutto ok, certificato di negatività in mie mani, posso entrare in Svizzera, anzi potrò ritornare in Italia. Rinvio il pranzo in quanto devo fare un'altra cosa prima di passare in Svizzera.
Photo 9: Porlezza on Lugano lake (I)
Photo 10: Albogasio on Lugano lake (I)
“Ombretta sdegnosa del Missipipi non far la ritrosa e baciami qui”.
Eh sì, qui c'è la villa Fogazzaro Roi, dove il nostro conterraneo Fogazzaro ha ambientato Piccolo mondo antico, il suo romanzo più famoso. Arrivo a Oria e scendo verso la villa, anche per poter mandare una foto al mio amico Roberto, in quanto i suoi genitori erano custodi della villa di Montegalda del marchese Roi e lui da ragazzo è stato qui più volte in vacanza. Un pensiero anche all'amica Paola, parte attiva della fondazione Roi. Dovrebbe essere chiuso stando alle indicazioni di Maps, ma sento delle voci giù, vicino alla chiesetta. Mi avvicino e una guida del Fai (Fondo Ambiente Italiano, ora proprietario della villa), mi chiede se voglio aggregarmi alla visita guidata e chiaramente non posso dire di no, anche se era in inglese, ma non c'è stato alcun problema. Ho potuto così immergermi in quel racconto che alle medie forse non abbiamo molto compreso, anzi ci aveva un po' rotto, perché quando si è giovani si hanno per la testa altre cose.
Photo 11: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I)
Photo 12: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I). Landing stage where 3-year-old Maria (Ombretta) dies drowned in the novel "Piccolo Mondo Antico"
Photo 13: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I).
Photo 14: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I). The table.
È una villa fantastica, che il marchese Roi, erede di Antonio Fogazzaro, ha voluto mantenere il più aderente ai momenti in cui è stata abitata da Fogazzaro, pur vestendola a sua immagine e somiglianza. È la casa di un collezionista metodico, preciso, pignolo che guarda il particolare perché ogni particolare ha un suo significato. Si capisce perché non si sia mai sposato, nessuna donna avrebbe potuto vivere con un maniaco dell’ordine e della precisione come lui! Vedo l'imbarcadero dove nel racconto Ombretta o meglio Maria, muore annegata. Difficile elencare tutto quello che ho visto in quella casa, dalle noci di cocco scolpite, alle pareti completamente tappezzate di carta da parati, anche nel soffitto e anche la cassetta del bagno completamente rivestita senza perdere minimamente la continuità dei segni della carta. La tavola da pranzo è la cosa più notevole, è completamente preparata in modo coordinato e esistono due servizi, sia di piatti, di posate, di bicchieri e tovaglie per ogni mese e su disposizioni date del marchese Roi, il Fai domani, primo di giugno, dovrà cambiare completamente la tavola, con piatti del mese di giugno, con posate diverse con tovaglie diverse. Il marchese ha lasciato disposizioni ben precise nel donare al FAI questa preziosa dimora e la fondazione Roi è incaricata a controllare l'operato del FAI.
Photo 15: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I). Guest bed made from a Russian sleigh
Photo 16: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I). Fogazzaro's bed.
Photo 17: Antonio Fogazzaro's villa. Oria, Lugano lake (I). Graffiti on the bedroom door
Le stanze degli ospiti sono arredate ognuna in stile diverso, ce n'è una il cui letto è ricavato da una slitta russa. Al secondo piano, per ultima, la camera di Antonio Fogazzaro, che è rimasta così come lui l'ha abitata. Fogazzaro ospitava spesso amici di famiglia nella sua villa e, se non era lui presente, offriva loro ospitalità nella sua camera personale. Giacomo Zanella, poeta vicentino, per riconoscenza, scrisse sulla porta della stanza una poesia di ringraziamento. Il compositore Gaetano Coronaro, a sua volta ospite della villa, musicò il testo trascrivendo la partitura sulla medesima porta. Insomma graffitari ante litteram. Su di una parete il documento con cui l’allora Re d’Italia, nominava Antonio Fogazzaro Senatore.
Photo 18: Lugano. Lugano lake (CH).
Photo 19: Lugano. Lugano lake (CH).
Riparto dopo aver speso più di un'ora per questa visita e tento di trovare un ristorante, ma dopo pochi metri c'è il confine. Passo in Svizzera e prendo per buono il consiglio di Salvatore, o perlomeno il significato del consiglio, vale a dire lui mi aveva consigliato di mangiare prima in Italia, il che corrisponde a non mangiare in Svizzera. Arrivo a Lugano e in un parco mi mangio le mie scorte alimentari. Non mi fermo a visitare Lugano e le dico addio cantando Graziani con i passanti che mi guardano un po' cosi e proseguo per arrivare a Porto Ceresio.
Photo 20: The village of Santa Margherita, no street in it! Lugano lake (I).
In tutta verità non ho trovato nel lago di Lugano la stessa potenza paesaggistica del lago di Como e Lecco, se non nella parte alta italiana, appunto della Valsolda, lì infatti è veramente un luogo stupendo. Per farvi capire anche quanto sia un luogo selvaggio, il pezzo di lago della Valsolda, di fronte alla villa di Fogazzaro, verso l’altra sponda, proprio in prossimità del confine svizzero, c’è un paese, Santa Margherita, raggiungibile unicamente via acqua, non ha alcuna strada che lo colleghi al resto del mondo.
Photo 21: Lugano lake (CH). Riva San Vitale, near italian border.
Photo 22: Porto Ceresio. Lugano lake (I).
Passo la frontiera nuovamente, ritorno in Italia, nessuno mi controlla, anzi non c'è proprio nessuno al confine, il mio certificato Covid rimane dentro la sacca! Fino a Porto Ceresio non mi ha entusiasmato, forse dovevo prima fare il Lago di Lugano e poi quello di Como! Stasera faccio il turista di bocca buona, ho preso il primo hotel che ho trovato e va bene così. A domani e vi saprò dire se la costa italiana è migliore rispetto a tutta la costa Ticinese.
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