Camere d'aria 2021. Sicilia orientale. Tappa sesta.
Il Lido di Noto, dove abbiamo trascorso la nottata, non è certo uno dei luoghi che ti possano rimanere stampati nella mente. Infatti questa sera, arrivando al caposud residence, il proprietario mi chiede da dove fossimo partiti? Cavolo non me lo ricordavo più, tanto è stata l'impressione che mi ha lasciato il Lido di Noto. Ciò nonostante, ho vissuto la mia brava avventura. Scendo alle 6:30 dal letto e esco dall'hotel. La porta si chiude e rimango intrappolato tra una porta di uscita e il cancello di entrata chiuso con lucchettone della Viro. Rimango in balia delle zanzare mattutine fino alle 7, quando il titolare dell'hotel alza la saracinesca dell'entrata principale. Lasciamo perdere le litanie mi concedo la battuta: ma qui non avete clienti mattinieri che vanno a camminare? E lui mi risponde di no, abbastanza seccato. Partiamo da Noto e ci dirigiamo immediatamente verso la riserva di Vendicari in quanto, anche sopra il letto della stanza dell'hotel di Noto, c'era una bellissima immagine di questa tonnara e lo scopo era quella di riuscire nell'intento di fare una ripresa simile. 11 km sotto un sole cocente. Ci dirigiamo verso la tonnara ed effettivamente è un posto bellissimo, sia fotograficamente che naturalisticamente e anche a livello archeologico, partendo dai tempi dei Greci, poi la Torre Aragonese, e archeologia industriale più recente 1700 e 1800, che un restauro ben fatto ha valorizzato il tutto. A livello naturalistico tante postazioni per il birdwatching. I fenicotteri che sono sempre al centro dell'attenzione, se ne stavano bello lontani, praticamente inaccessibili alla vista. Uno soltanto si è avvicinato alla riva, ma era talmente brutto rispetto a quelli della laguna veneta che non ho neanche tentato di fotografarlo. Riprendiamo la marcia verso Marzamemi seconda tappa di giornata. Sfruttiamo la fermata per il pranzo in un locale all'aperto veramente affollato, giustamente è anche domenica. Attendiamo più di un'ora i nostri piatti di pasta riempiendoci di pane, tanto che quando è arrivata, io non avevo neanche più fame. Comunque sono arrivato in fondo anche perché era eccezionale, con il pistacchio e i gamberi. Giriamo Marzamemi, ma la giornata festiva non ci consente di essere obiettivi nel giudizio. È troppo affollato nonostante siamo fuori stagione. Rimpiangiamo che, a causa di un cambiamento di programma, avremmo dovuto passare di lunedi. Sicuramente l'avremmo apprezzato in modo diverso questo antico borgo marinaro, oggi ci è sembrato più un luna park per turisti, con tanti interventi su deii vecchi edifici recuperandoli a funzioni di bar, hotel, o ristoranti. Di lunedì avrei poi sicuramente fugato anche i miei dubbi sul fatto che a Marzamemi ci siano ancora veramente dei marinari. In ogni caso il tutto rende un notevole effetto scenico, molto aggraziato e ingentilito con decorazioni e gusto artistico, ma avrei voluto sentire l'odore e percepire l'asprezza della vita di quando il paese era effettivamente un borgo marinaro. Proseguiamo verso Portopalo di Capo Passero, attraverso una bella strada che costeggia il mare, con belle vedute dai promontori che si passano. Si transita vicino anche ad una delle poche spiagge naturiste che ci sono in Italia. Foto di rito a Capo Passero e all'isola di Capo Passero e ci dirigiamo velocemente verso l'effettivo punto più a sud d'Italia (escludendo Lampedusa) vale a dire la punta e li Isola delle Correnti. Arrivati lì, come al solito, mi concedo una delle mie scemeggiate e vi rimando al video. Ultimi 20 km con continui sali scendi in mezzo al mare bianco, come lo chiamo io. Infatti qui cominciano tutte le varie distese di serre che rendono il paesaggio completamente bianco come il colore dei teloni che ricoprono le serre. Qualche borgo abbandonato in attesa di essere trasformato in resort di lusso in mezzo a serre abbandonate con le travi in legno cadenti e a volte annerite dal fuoco.Abbastanza sfatti, arriviamo al residence caposud a punta Ciriga, dove troviamo un mare stupendo con una spiaggia colore oro sotto i raggi del sole che va verso il tramonto. Ora sono qui che cammino dentro l'acqua, non sopra, e rinfresco le idee, i piedi e le gambe dopo una giornata veramente di fatica e domani dicono che sarà ancora più caldo, auguri!
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