Camere d'aria 2022. Sicilia orientale. Terza tapoa

Ieri sera abbiamo cenato nel ristorante del Best Western hotel che si chiama Acqua del ferro. Sulla locandina del ristorante leggiamo  che Acqua del ferro non è altro che una calata a mare, da Santa Caterina, che è il luogo dove siamo alloggiati, con 500 gradini scende dai 120 metri per questa località fino a livello del  mare. La caratteristica maggiore è il fatto che in quel punto sul mare c'è una sorgente di acqua ferrosa, che di conseguenza  ha colorato tutte le rocce di rosso, che risaltano sul nero delle altre rocce laviche. E voi volete che io alla mattina presto non vada a vedere questo posto? Ma certo che sì! Però prima devo dirvi che la cena è stata qualcosa di fantastico perlomeno per quello che ho mangiato io : tagliolini al nero di seppia con Ricci e bottarga, un pezzo di Ombrina, che è un pesce bianco, su crosta di pane e un semifreddo al pistacchio.

Mi sveglio alle 6 come al solito, e prendo la strada per il Belvedere dove dovrebbe iniziare la scalinata. Incontro persone che già a quell'ora, stranamente, sono già in giro a camminare in maniera veloce. Al Belvedere incontro un ragazzo che sta ammirando, proprio in quel momento, il sole che spunta dal mare con una piccola mezzaluna. Gli chiedo dove posso trovare il sentiero e molto gentilmente, me lo indica portandomi nel luogo dove inizia la scalinata. Faccio una battuta sulla mattuttinità degli abitanti del luogo e lui, molto argutamente, mi risponde che qui siamo ad Oriente e vivono con il sole che sorge, non come quelli di occidente, che si alzano sempre tardi perché loro hanno il tramonto. Bellissima battuta a differenziare i siciliani orientali dai siciliani occidentali.

Scendo per la scalinata, però non sto qui a contare i gradini, sono troppo impegnato a fare attenzione agli spini  dei numerosi Fichi d'India ai bordi del sentiero. Arrivo al fondo della spiaggia sassosa e vedo chiaramente le rocce intorno di un colore rossastro. Non riesco però ad individuare la sorgente come scritto in alcuni resoconti, probabilmente anche perché siamo in una stagione secca. Visto che siamo in una stagione secca, comincia a piovere. Risalgo i 500 gradini senza particolari patemi, e rientro in hotel. Pioviggina anche quando tentiamo di partire. Durante una pausa concessa da Giove pluvio, iniziamo il nostro percorso, sono  le 10:30.

Abbiamo due tappe in programma prima di arrivare a Catania:  gli scogli dei ciclopi a da Acitrezza e il castello Normanno ad Acicastello. Il tempo metereologico non ci assiste pertanto in questi due luoghi, realizziamo delle foto che sono influenzate dalla mancanza del sole e fotografare gli scogli e il castello, che sono costituiti da roccia lavica, pertanto scura o quasi nera, risulta molto difficoltoso, le foto non saranno così attrattive. Gli scogli dei ciclopi di Acitrezza sono delle rocce laviche derivate da eruzioni sottomarine.

Il castello Normanno di Acitrezza, alto ed imponente sulla sua rocca, sembra una nave enorme che sta per entando in porto in quanto, il lato della scogliera rivolta verso terra, sembra la prua di una gigantesca nave.

Proseguiamo verso Catania e restiamo sorpresi nel vedere che una bellissima pista ciclabile, lunga qualche km, ci permette di entrare praticamente nel centro di Catania senza problemi di traffico. Siamo gli unici ad usufruire di questa bellezza, tanto che ci saremmo aspettati, in modo scherzoso, di trovare alla fine della pista ciclabile i due assessori al turismo e ai lavori pubblici, con la banda, ad accoglierci come primi utilizzatori della bellissima opera.

Entriamo nel centro di Catania e guadagniamo la piazza del Duomo, nostra meta per fotografare la fontana dell'elefante, simbolo della città, e il duomo di Sant'Agata, che e anche il nome della mia nipotina. Scattiamo delle foto, però anche qui il sole si è nascosto. Pranziamo con un piatto di pasta in un ristorante vicino al mercato del pesce, e questo vi fa capire quanto diverso possa essere stato questo piatto rispetto ad altri mangiati in alta Italia. Il pesce era freschissimo e gustosissimo. Finito di pranzare esce il sole e ovviamente le fotografie sono da rifare, in  quanto la piazza, con il sole, è totalmente diversa, i colori si accendono e anche la gente sembra molto più allegra. Usciamo da Catania e dobbiamo fare ancora 28 km per giungere alla nostra metà, Agnone bagni, una amena località, anzi direi sconosciuta, dove siamo stati costretti a prendere alloggio prima di arrivare a Siracusa. Qui ormai tutto è chiuso e bisogna accontentarsi di quello che si può trovare per strada. I 28 km sono stati lunghi, noiosi, è praticamente una tappa di trasferimento. L'hotel è molto piccolo e modesto, però tutto sommato non ci serve molto di più. La spiaggia qui è di sabbia e ci concediamo una passeggiata per ammirare il paesaggio.

Le nubi incombono ancora, ma tutto ad un tratto il sole esce ad illuminare il mare e la sabbia, lo scenario cambia completamente con la luce radente del tramonto, il mare è di un verde intenso e una barche veleggia dove si trasforma in blù. Dei surfisti tentano di cavalcare le onde. Stasera cena sulla spiaggia  in un chiosco all'aperto, con lo sciabordio dell'acqua che lambisce la palizzata del locale. Dopo il ristorante di classe di ieri sera, stasera mangiamo in maniera fricchettona in ciabatte. 45 km anche oggi e ci sentiamo domani.

Commenti